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METODOLOGIE DI POSA |
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CAPITOLO 1 -
DISTACCO E SOLLEVAMENTO DI PAVIMENTI CERAMICI |
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Individuare la
causa o le cause del distacco o sollevamento dei pavimenti in
ceramica è spesso difficile poiché, quasi sempre, più fattori
contribuiscono all'apparizione del fenomeno che può verificarsi
dopo alcuni giorni, dopo mesi, e persino dopo anni alla messa in
opera.
CAUSE:
le cause principali sono:
- assestamento dei fabbricati;
- ritiri delle strutture;
- malte molto ricche di cemento;
- oscillazioni dei solai;
- ritiri dei conglomerati;
- piastrelle posate troppo vicine;
- assenza di spazi lungo le pareti per eventuali dilatazioni;
- dilatazioni termiche differenziali;
- rigonfiamento per assorbimento di umidità.
E' importante ricordare che una costruzione in calcestruzzo, di
recente fabbricazione, soggetta a compressione da carichi, può
subire un ritiro che varia dallo 0,025% allo 0,050% e che un
fabbricato, sempre in cemento armato, di 9-10 piani può, in caso
di forte vento, flettersi di 15 cm.
E' chiaro che fenomeni di tale portata mettono a dura prova
qualsiasi pavimento o rivestimento.
Una corretta posa in opera e l'uso degli accorgimenti che
consigliamo, sono le migliori garanzie per evitare incresciosi
inconvenienti.
I metodi di posa ai quali è possibile oggi fare ricorso, tanto
per i pavimenti quanto per i rivestimenti, sono due:
-la posa a malta;
-la posa con collanti.
La posa a malta è quella che maggiormente ricalca, senza
sensibili mutamenti, i metodi, i materiali e gli usi in vigore
da sempre; a questo sistema si attribuisce correntemente la
denominazione di "posa tradizionale". |
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CAPITOLO 2 -
LA POSA A MALTA |
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La posa
tradizionale a malta utilizza, come legante, uno strato di
spessore relativamente considerevole di malta cementizia, la cui
composizione può subire talune variazioni in funzione delle
diverse applicazioni (ad es. per rivestimenti e per pavimenti).
Il fatto di ricoprire la superficie da rivestire con uno spesso
strato di malta cementizia rende questo metodo di posa adatto
per molte superfici; esso infatti consente di compensare
eventuali scabrosità ed irregolarità del pavimento e/o della
parete da rivestire, realizzando più agevolmente superfici
perfettamente piane, o con pendenze prefissate; esso è inoltre
strutturalmente forte, non è negativamente influenzato da un
prolungato contatto con l'acqua, e può inoltre servire per
livellare o squadreare vecchie superfici preesistenti.
Per questi motivi il metodo tradizionale è ancora oggi usato in
diverse applicazioni, nonostante la minor velocità rispetto alla
più moderna posa con collanti.
La composizione classica è la seguente: 100 kg di cemento, 100
kg di calce, 1 mc di sabbia, 200 litri di acqua; l'acqua deve
essere limpida e priva si sostanze in sospensione, la malta deve
essere mescolata con cura. |
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2.1 POSA IN
OPERA DI PAVIMENTI TRADIZIONALI |
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E' necessario
innanzitutto preparare con cura i materiali indispensabili per
il letto di posa (caldana o massetto)
La sabbia deve essere lavata in modo da non presentare alcuna
impurità. Per i pavimenti si può usare sabbia più grossa (fino a
3 mm) detta sottovaglio, per le pareti è necessaria invece una
sabbia più fine (fino ad l mm).
Il cemento normalmente usato è il Pozzolanico o Portland,
cemento a presa lenta. E' importante ricordare che maggiore è lo
spessore della caldana, minore deve essere la quantità di
cemento nell'impasto e ciò al fine di evitare le deformazioni
dovute o al ritiro o alla dilatazione.
La calce consigliata è quella da intonaco.
Qualora si lavori in costruzioni soggette a deformazioni o
qualora lo spessore del letto di posa sia
inferiore ai 3 cm, si consiglia di aggiungere nella malta degli
additivi, facilmente reperibili in commercio, che permettano di
allungare il tempo di lavorazione del letto di posa e di
aumentare ìa presa e felesticità e quindi la resistenza alle
deformazioni (è consigliabile in questi casi la posa con tuga).
Bisogna poi controllare i materiali ceramici esaminandone la
tonalità, il calibro, la planarità ecc... al fine di garantire
una perfetta posa in opera e di prevenire eventuali difetti a
lavori ultimati.
Dopo aver pulito l'ambiente da pavimentare da eventuali residui
di scagliola, gesso o altro, è indispensabile isolare con un
foglio di Isofiim (o polistirolo) dello spessore di 0,5 cm e
dell'altezza di 10 cm ìa base delle pareti in modo da dare alla
caldana la possibilità di dilatarsi e di assorbire eventuali
ritiri della struttura ed assestamenti dei fabbricati.
Molto importante è interporre tra ia caldana ed il solaio una
guaina bituminosa o un telo di nylon o
della sabbia, per rendere il pavimento "galleggiante" e non
vincolato alle eventuali oscillazioni dei solai, ed ai ritiri
dei conglomerati e dei cementi espansi. |
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CAPITOLO 3 -
LA POSA CON COLLANTI |
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La posa con
collanti possiede, rispetto alla tradizionale posa a malta,
alcuni vantaggi in termini di:
- velocità di esecuzione;
- alleggerimento del peso totale della struttura dovuta allo
strato relativamente sottile del collante;
- non necessità di bagnare sempre la piastrella;
- possibilità, grazie alle caratteristiche particolari di ogni
collante in pasta, in polvere, e agli additivi chimici oggi in
commercio, di posa anche su superfici particolari, quali
metallo, piastrelle, linoleum ecc... sulle quali la posa a malta
sarebbe assolutamente sbagliata.
Per contro, i collanti comportano alcune limitazioni e
precauzioni connesse con la necessità di posa su superfici piane
e prive di rilievi, e con la preparazione a dosi rigorose e per
tempi brevi. |
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3.1 POSA IN
OPERA DI PAVIMENTI E DI RIVESTIMENTI CON COLLANTI |
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Le operazioni
di posa si articolano nelle seguenti fasi:
PREPARAZIONE BELLA SUPERFICIE DI APPOGGIO:
Tale superficie deve essere ben pulita e perfettamente piana,
senza fessurazioni e screpolature; se così non fosse, bisogna
procedere ad eliminare eventuali deformazioni utilizzando
specifici materiali rasanti, facilmente reperibili in commercio;
le parti non bene attaccate debbono essere rimosse con molta
cura.
PREPARAZIONE DEL COLLANTE:
Questa operazione è da prevedere nel caso di posa con collanti
in polvere pre-dosata o con collanti a due componenti (ma non
evidentemente, nel caso in cui si usino collanti in pasta pronta
all'uso).
Le funzioni in questa fase di preparazione sono quelle di
ottenere un impasto perfettamente omogeneo e sufficientemente
fluido, di facile applicazione e nel quale tutti i costituenti
possano corretamente esercitare la propria funzione.
E' importaete, ie questa fase, seguire accuratamente Se
istruzioni dei fornitori, per quanto concerne non solo il
dosaggio, ma anche il tempo di riposo (normalmente 10-15 minuti)
e le modalità di applicazione.
Va tenuto conto del fatto che, dal momento dell'impasto, la
colla è utilizzabile per almeno tre ore; anche per questo dato,
che può dipendere dalle condizioni ambientali, ed in particolare
dalla temperatura, conviene comunque fare riferimento alle
specifiche tecniche dei fornitori.
Il collante viene applicato con un'apposita spatola dentellata
che consente, ad un tempo, di regolare lo spessore dello strato
legante, e di realizzare una superficie con solchi di profondità
appropriata a delimitare le zone di primo contatto fra lo strato
legante e le piastrelle.
Quando la piastrella viene appoggiata sulla superficie del
collante e quindi opportunamente premuta, tali zone si allargano
fino ad interessare, aderendovi, gran parte della faccia
superiore della piastrella.
Occorre quindi applicare il collante, volta per volta, in
superfici limitate, controllando ogni tanto che l'adesivo non
abbia, come si suol dire, "fatto la pelle", riducendo il proprio
potere bagnante.
Tale controllo si effettua staccando una piastrella subito dopo
l'applicazione e verificando l'adesione del collante alla
superficie d'attacco, oppure appoggiando i polpastrelli della
mano al collante.
Se tale controllo da esito sfavorevole, è necessario rinnovare
la superficie dell'adesivo mediante applicazione di uno strato
fresco.
STUCCATURA DEI GIUNTI:
l'operazione di stucco si effettua mediante una spatola di gomma
o di materiale plastico, in modo da ottenere un riempimento
completo dei giunti.
PULIZIA:
una prima grossolana pulizia si effettua mediante spugna umida.
Successivamente si procede ad una pulizia più accurata usando
prodotti detergenti comunemente in commercio. |
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CAPITOLO 4 -
POSA DI GRANDI FORMATI |
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Alcune
considerazioni a parte merita la posa in opera di pavimenti di
grandi formati (40x40 e 50x50, ecc), per i quali è necessario
conoscere ed adottare alcuni accorgimenti.
In primo luogo bisogna accertarsi che le piastrelle siano
perfettamente calibrate e planari, per evitare di trovarsi, a
lavoro finito, con difetti e imperfezioni nel pavimento che ne
compromettano seriamente l'estetica.
E' quindi indispensabile che il posatore utilizzi, per i grandi
formati, materiali di qualità, che assicura, in ogni suo
formato, calibro e planarità perfette.
Il massetto di posa va preparato con molta cura, eventualmente
additivando la malta con prodotti che le conferiscano una
idratazione completa, perfetta aderenza ed elasticità.
L'uso di sostanze elasticizzanti nell'impasto della malta o
nella preparazione del collante è fortemente consigliato in
quanto i grandi formati, per le loro stesse dimensioni, sono
maggiormente sensibili alle vibrazioni e agli assestamenti delle
strutture.
Per questo motivo le fughe, ove necessarie, dovranno essere
almeno di 3 mm.
Bisogna poi procedere posando le piastrelle e registrandole una
per una, eliminando gli scarti di livello e i "denti", e
battendo ogni singola piastrella con l'apposito martello di
gomma (eliminando la fase di vibratura) ed eseguendo i tagli
necessari con molta precisione e con strumenti idonei, al fine
di contenere lo sfrido di materiale entro i valori normali.
Una volta posate e registrate, le piastrelle vanno lavate con
spugna e, dopo 2 o 3 giorni, normalmente stuccate. |
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